Regia e Sceneggiatura: John Patton Ford. Fotografia: Todd Banhazl. Montaggio: Harrison Atkins. Scenografia: Christian Huband. Costumi: Jo Katsaras.
Interpreti: Glen Powell, Margaret Qualley, Jessica Henwick, Bill Camp, Zach Woods, Topher Grace, Ed Harris, James Frecheville. Produttori: Peter Czernin, Graham Broadbent. Distribuzione: Lucky Red. Origine: U.S.A., 2025.
Becket Redfellow è figlio della rampolla di una famiglia ricchissima, la quale a 18 anni è stata ripudiata per non aver abortito dopo una relazione con un musicista. Il musicista è morto e anche la donna subisce la stessa sorte quando Becket è ancora bambino: da lì comincia per lui un'odissea fra famiglie affidatarie cui sopravvive aggrappandosi alla frase che la madre gli ripeteva come un mantra, ovvero "Promettimi che non ti arrenderai finché non avrai la vita giusta, la vita che ti meriti". Infatti il bisnonno del ragazzo aveva stabilito ufficialmente che nessun componente della famiglia Redfellow avrebbe potuto perdere il diritto alla sua eredità, a patto che morissero prima di lui tutti gli eredi che lo precedevano nella linea di successione. E Becket dovrà decidere se e come fare fuori tutti i consanguinei che stanno ancora fra lui e la sua legittima "fetta di torta". Ricchi...da morire è il remake di una commedia nera del 1949 che in Italia ha preso il titolo di Sangue blu, a sua volta basata su un romanzo di inizio Novecento "Israel Rank: The Autobiography of a Criminal" di Roy Horniman. Sangue blu era memorabile soprattutto perché Alec Guinness interpretava i ruoli di tutti i parenti che il protagonista doveva uccidere per assicurarsi l'eredità. Nella nuova versione, scritta e diretta dal regista quarantenne John Patton Ford, che ha alle spalle il successo I crimini di Emily, molte cose sono cambiate rispetto alla storia originale, a cominciare dal fatto che non è più ambientato nell'Inghilterra edoardiana ma fra gli Stati di New York e del New Jersey che rappresentano l'uno la ricchezza e il privilegio, l'altro l'esclusione sistemica da entrambi. Il focus del film è dunque il divario socioeconomico fra chi ha tutto e chi è lasciato senza niente, molto attuale ai giorni nostri. Il protagonista è impersonato dalla star emergente Glen Powell, conteso fra due donne: una femme fatale interpretata da Margareth Qualley e una brava ragazza che ha il volto pulito di Jessica Henwick. Il cast è adeguato, nel raccontare questa storia di crudeltà e ambizioni che mette a confronto la determinazione di Becket, alimentata dal desiderio di riscatto della madre, e la possibilità di accontentarsi di una vita meno lussuosa ma più gratificante dal punto di vista umano. Becket non si "rassegna" ad essere semplicemente contento di avere un buon lavoro e una compagna innamorata, e continua a cercare di cancellare l'umiliazione del proprio passato indigente e a vendicare il torto subito da sua madre. Ed Harris compare nel ruolo del terribile nonno di Becket e un quasi irriconoscibile Topher Grace, già protagonista in passato di storie di rivalsa come In Good Company, fa una breve comparsata.
Ricchi... da morire ha al centro un messaggio interessante e controcorrente rispetto ai nostri tempi, ovvero che "pensare in piccolo" a volte è una scelta più coraggiosa e coerente che inseguire a tutti i costi sogni megalomani e manie di grandezza.
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