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scheda Film
LA DONNA PIU

LA DONNA PIU' RICCA DEL MONDO

di Thierry Klifa
con Isabelle Hupper, Laurent Lafitte, Marina Fois

Trailer
Genere: Film
Durata: 123'
Trailer

Regia: Thierry Klifa. Sceneggiatura: Jacques Fieschi, Thierry Klifa.  Fotografia: Hichame Alaouie.  Montaggio: Chantal Hymans.   Musiche: Alex Beaupain. Scenografia: Eve Martin. Costumi: Jürgen Doering. Interpreti: Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Marina Foïs, Raphaël Personnaz, André Marcon, Mathieu Demy, Micha Lescot, Yannick Renier. Produttori: Mathias Rubin, Tatjana Kozar. Distribuzione:  Europictures. Origine: Francia, Belgio, 2025. 

 

 

I soldi non fanno la felicità, lo sa bene Marianne Farrère, miliardaria proprietaria della galassia Windler. Marianne 'vende' cosmetici e bellezza ma sembra aver bruciato la sua in un matrimonio di facciata e in una gabbia di cristallo che un giorno qualcuno frantuma. Il suo impero, costruito sul collaborazionismo e l'antisemitismo, è assediato da Pierre-Alain Fantin, fotografo e scrittore irriverente e adulatore. Pierre-Alain incontra Marianne ed è subito 'amore', di quelli che mordono il cuore e non lo mollano più. Vulnerabile davanti a un uomo che la fa respirare di nuovo, cambiando décor e abiti, la donna lo trattiene a colpi di assegni. Lui prende tutto e ne vuole ancora. Mentre Marianne ricopre d'oro il suo nuovo giocattolo, la famiglia si inquieta e serra i ranghi. Ma lei fa i capricci e quello che vuole. Almeno fino a quando la figlia non deciderà altrimenti. Ispirato liberamente (e ferocemente) a l'affaire Bettencourt e al suo capitale di dramma (alto)borghese - una figlia biasimata, un genero, garante ebraico di un impero fondato da un ex collaborazionista, un maggiordomo tormentato dalla lealtà - La femme la plus riche du monde ribattezza i suoi protagonisti per evitare l'ira degli eredi del marchio L'Oréal e la denuncia del fotografo seduttore, François-Marie Banier, condannato a quattro anni di carcere con pena sospesa e a una multa di 375.000 euro. Ancora vivente, è l'ultimo testimone di quella figura leggendaria che fu Liliane Bettencourt, deceduta nel 2017. Una donna d'affari di grande successo, sedotta da un 'dandy' isterico e manipolatore.

Nel film di Thierry Klifa, Liliane Bettencourt viene gentilmente rinominata Marianne Farrère e incarnata da Isabelle Huppert, che fa Isabelle Huppert. Mostruosa e commovente, avanza maestosa sul filo di uno stato cognitivo e intellettuale degenerativo. L'attrice surjoue la donna immensamente ricca dentro un altrove vertiginoso. E in quell'universo surrealista ed esageratamente artificiale, si invita il regista per indagare l'ambivalenza della sua protagonista.

Se Huppert enfatizza la ricca donna d'affari, Laurent Lafitte si muove ghiotto in tutte le direzioni, interpretando l'artista scroccone con nonchalance, crudeltà e linguaggio lubrico. Il film non ha l'ambizione e nemmeno la velleità di fare luce su una causa legale che aveva tutte le carte in regola per affascinare i francesi: una miliardaria âgée, un ami proche che approfitta della sua generosità, una figlia che cerca di mettere la madre sotto tutela, un uomo di fiducia che fa affari alle spalle del suo cliente, un maggiordomo che installa microfoni, politici che vanno e vengono nell'hôtel particulier di Neuilly-sur-Seine...

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